Colloquio Sull'Associazione
Roma , 2 - 5 Novembre 2000

2° giorno

Fr. Donald Johanson
 
Il Colloquio del CELAS è ripreso venerdì con l'intervento principale dell'assemblea. Fr. Antonio Botana, Direttore del Centro Lasalliano della Spagna, ha preso la parola. Ha parlato sul tema "L'Associazione secondo de La Salle". E' stato un ottimo intervento e ne ho messa una versione nella sezione delle nostre Pubblicazioni Online, in formato Adobe Acrobat.

Fr. Antonio ha parlato del Voto Eroico del 1691 e dei voti presi da San Giovanni Battista de La Salle nel 1694 come evento "fonte" di ogni discussione sull'Associazione. Ha descritto questi eventi come un "centro di gravità" ed ha spiegato come l'atto di associazione contenga quattro elementi essenziali: impegno, carisma, comunione e missione. L'atto di associazione è un itinerario durante il quale le persone si trasformano. E' un gesto profetico orientato verso l'avvenire, che unisce la fiducia in Dio, la solidarietà con i Fratelli e la responsabilità verso chi trae beneficio dal nostro lavoro. Ha sottolineato che l'impegno nell'Associazione Lasalliana è molto più una comunione con persone che un'organizzazione; un'offerta a Dio, ad altri associati, a bambini ed a giovani bisognosi.

Vale veramente la pena di leggere questo intervento per chi è interessato all'Associazione Lasalliana, tema-chiave del 43° Capitolo Generale.

(Il bassorilievo in legno che vedete qui sopra è di Fr. Richard Buccina, Baltimore, USA. Uno dei suoi bassorilievi è in mostra alla Casa Generalizia di Roma ed è stato fatto nel 1990 per commemorare il 300° anniversario del Voto Eroico del 1691.)

Dopo l'intervallo della mattina, ci sono state cinque presentazioni vertenti su esperienze di Associazione.

La prima è stata presentata da Fr. Mario Chiarapini, Direttore dell'Istituto Angelo Mai di Roma. Qualche anno fa, i Fratelli del Distretto di Roma si erano resi conto che l'immigrazione stava diventando un problema serio in Italia. Volendo dare una risposta concreta riguardo alla promozione della giustiza e al servizio dell'educazione dei poveri, nel gennaio del 1991 si lanciarono in una nuova impresa di insegnamento presso l'Istituto Angelo Mai di Roma, allo scopo di facilitare l'ingresso dei immigrati poveri nella vita e nel lavoro italiani. Oggi, i servizi dell'Istituto Angelo Mai comprendono: lezioni di italiano, corsi speciali per anziani, formazione medica e distribuzione di medicinali, possibilità di fare docce, distribuzione di vestiario, di scarpe e di cibo (il pasto della sera viene servito a circa 100 persone).

Il ruolo dei volontari è fondamentale in questo genere di impresa e il loro prezioso contributo fa sì che le cose si svolgano senza problemi. "Ogni persona è mio fratello": questo è il motto che si legge sui muri delle classi. "Lavorare in questa scuola per immigrati ci fa sentire davvero in sintonia con il compito che ci ha tracciato La Salle: associati nel servizio educativo dei poveri". Nel mese di luglio, i volontari organizzano dei campi-vacanza al mare o in montagna per bambini immigrati. I servizi che rendono sono apprezzati moltissimo da chi li usufruisce e l'Associazione è molto conosciuta e apprezzata in tutta la città di Roma, dalle autorità civili e religiose.

La seconda presentazione è stata fatta dalla Signora Marta Miguel e dal Signor David Ruis, Spagna. Tutti e due sono membri della Comunità Cristiana de La Salle di Palencia, che è composta di sei laici, dai 26 ai 33 anni. La loro comunità è associata ai Fratelli del Distretto di Valladolid. Prima di formare la comunità, ciascuno di loro ha attraversato un processo di scoperta e di maturazione nella fede all'interno di gruppi cristiani che operavano nel Collegio La Salle. Il senso della vocazione era strettamente unito al loro impegno nell'educazione dei giovani. I due poli di attrazione per loro erano il richiamo a formare una comunità e il desiderio di assumersi un impegno in favore dei giovani.

Guardando indietro, si rendono conto di quanto abbiano assorbito il carisma di La Salle. La loro affinità con i Fratelli di Palencia si è rinforzata poco a poco, il che li ha portati a celebrare quel che loro chiamano la loro "opzione per la stabilità". Come conseguenza di questo, essi ora condividono con i Fratelli una missione e un modo di vita comunitario. "Il nostro stile di vita ci dice che vivere una vocazione secondo il carisma lasalliano, è vivere e cercare di unire comunità e missione". Oggi siamo una comunità Cristiana Lasalliana che desidera continuare a incarnare il carisma lasalliano con i Fratelli secondo i tempi moderni e ad essere aperti allo Spirito che guida tutti noi.

La terza presentazione è stata fatta da Fr. Stan Decock del Distretto Belgio Nord. Ha dscritto un Distretto che invecchia, con 19 scuole elementari, 14 scuole secondarie e 10 altri centri ed istituti. Sebbene il Distretto Belgio-Nord abbia 130 Fratelli, nessun Fratello insegna nelle scuole La Salle. Queste conservano il loro carattere lasalliano tradizionale grazie ad un'associazione chiamata "Prospettiva Lasalliana Fiamminga" (VLP), cui aderiscono Fratelli e Laici. Ispirati dalla tradizione lasallina, moltissimi laici si impegnano volontari nelle diverse iniziative che si sono sviluppate nel quadro dell'Associazione VLP.
L'Associazione VLP vuole rimanere presente sulla scena educativa con un ruolo di ispirazione e di servizio, in modo da invitare un "gruppo-nocciolo" di colleghi delle scuole a partecipare al Sogno Lasalliano. Una grande difficoltà deriva tuttavia dal fatto che la gran parte degli insegnanti di quelle scuole sono della "seconda generazione" e, di conseguenza, non hanno mai lavorato personalmente con i Fratelli. Non si sentono quindi facilmente motivati ad impegnarsi per lavorare nei gruppi lasalliani. Malgrado ciò, la VLP continua ad aver fiducia nell'avvenire del carisma lasalliano e nei valori della tradizione lasalliana nel campo dell'educazione.

La quarta presentazione è stata quella di Joël Le Natur, Francia. Egli è professionalmente impegnato da 13 anni nel cuore dell'opera educative lasalliana di Francia. E' tramite la sua attività "professionale" che Le Natur ha scoperto la spiritualità lasalliana, piuttosto che tramite una scelta di vita cosciente verso la spiritualità lasalliana. I Laici trrovano spesso il loro "itinerario" attraverso la porta professionale. "Attraverso gli eventi del loro lavoro professionale presso i giovani, essi scoprono a poco a poco la gente e le cose che li hanno condotti a seguire i passi di Giovanni Battista de La Salle". Inoltre, per i laici, "l'esperienza dell'esercizio della co- responsabilità nella missione, rinforza la presa di coscienza della loro vocazione battesimale nella Chiesa". Guardando al futuro, "diciamo che è ben vero che abbiamo fatto molti progressi nelle strutture di associazione, ma io penso che i progressi siano stati più lenti per quel che riguarda l'impegno... Anche là dove c'è la volontà di impegnarsi, resta il fatto che, assecondando la nostra società secolare, insistiamo di più sulla riuscita professionale dei nostri insegnanti. Così che l'impiego domina la missione". "La nostra co-responsabilità deve andare al di là della semplice adesione alle strutture e condurre ad una discussione riguardo agli impegni individuali e alle necessità cui noi vogliamo rispondere".

L'ultima presentazione della mattinata è stata svolta da Peter Siney, cappellano scolastico presso la Scuola De La Salle di St. Helens, Inghilterra. P. Siney esercita il ruolo di cappellano soltanto da tre anni ed è il primo cappellano a tempo pieno impiegato dalla scuola. Egli crede che "l'associazione non progredirà se essa vuol dire soltanto invitare i Laici a seguire la vita di un Fratello. Questo accostamento non mette in valore ciò che rende ogni accostamento speciale. Occorre che cerchiamo nuovi modi di crescere insieme, di condividere il senso di quel che è la Missione lasalliana e il ruolo che ciascuno deve svolgere per realizzare questo compito". P. Siney vede una svolta nel suo modo di capire il senso di essere Lasalliano, svolta che a lui capitò "l'anno scorso partecipando ad uno dei moduli SIEL, a Roma. Le occasioni di condividere la fede, l'esperienza e la storia con altri Lasalliani hanno sviluppato non soltanto la mia presa di coscienza di quel che significa, ma mi hanno anche lasciato con la sensazione di non lavorare da solo, ma di contribuire, per la mia piccola parte, alla missione lasalliana, di fianco a tanti altri in tutto il mondo. Riunioni come questa, tutto quello che mette insieme la gente... contruibuisconoa creare un senso comunitario e di missione condivisa. E' soltanto ascoltando gli altri, lasciandoci interpellare e avendo un'esperienza autentica, che potremo veramente comprendere "l'Associazione" e possedere una missione condivisa.

Il resto della giornata è trascorso tra piccole riunioni per rispondere alle presentazioni della mattina. Segue...
Site Meter