Onoratissimo Superiore Generale Fr. John Johnston, Fratelli Capitolari e Consultori laici, anche per me è un sommo onore e un piacere essere qui presente in questa particolare circostanza e ringrazio con voi il Visitatore Provinciale di Roma Fr. Mario Presciuttini per averci dato la possibilità di presentare e offrire personalmente l'omaggio di questo libro.
Coinvolta direttamente dalla specificità del tema affidato ad Elena sul rapporto tra il musicista Gounod e il Fondatore, ho collaborato al lavoro ed ho pensato, sin dall'inizio della ricerca, di far riferimento, per delineare la vita di La Salle, pioniere dell'educazione dei fanciulli poveri, a quanto contenuto nelle Lettere Apostoliche promulgate, in forma di Breve, da Papa Leone XIII Pecci ad perpetuam rei memoriam in occasione della beatificazione di La Salle avvenuta il 19 febbraio 1888 a Roma.
La biografia del compositore Charles Gounod, invece, ha comportato un lungo studio dei vari testi francesi per la ricostruzione dei fatti più salienti della sua vita.
Affascinata da queste due grandi figure carismatiche, vissute in epoche lontane e con esperienze di vita differenti, mi sono chiesta quali motivazioni avessero spinto Gounod a comporre più volte brani dedicati a La Salle e quali elementi accomunassero o viceversa differenziassero i due personaggi. Ecco le prime conclusioni: la stessa terra d'origine, la Francia, la stessa spiritualità trasmessa loro dagli studi teologici nel Seminario di Saint-Sulpice (Gounod, infatti, per alcuni mesi aveva frequantato il Seminario e firmato le sue lettere "Abbé Ch. Gounod"), quell'anelito divino che diveniva sempre più ardente nei momenti di crisi e di conflitto interiore, sono gli elementi che avvicinano di più il musicista al Santo.
Ciò che invece differenzia fondamentalmente le due personalità deriva proprio dalla loro natura: fluttuante, non lineare ed estetizzante quella del musicista Gounod, dalla perfetta costanza d'animo, perseveranza e umiltà quella del Santo La Salle, qualità sottolineate dallo stesso Papa Leone XIII nel Breve del 19 febbraio 1888.
Gounod, per onore di verità, ha avuto il pregio, negli ultimi anni della sua vita, di riconoscere le proprie debolezze e di accostarsi definitivamente a Dio. Infatti, ricordando nella sua lucida vecchiaia il soggorno in Inghilterra prolungato per una crisi coniugale e morale durante gli anni della guerra franco-prussiana, pensò di essere rimasto a Londra "pour y vivre la grande erreur de sa vie".
Quindi questa fermezza d'animo del Fondatore, il suo costante amore per Dio e il suo esempio di umiltà, congiunti alla fama dell'opera infaticabile dei Fratelli per l'educazione umana e cristiana dei fanciulli poveri, sono i fattori principali che hanno suscitato l'ammirazione e la simpatia del musicista, tanto da fargli comporre queste bellissime pagine musicali.
Spero che il presente lavoro possa contribuire a divulgare nella società contemporanea, la conoscenza di Saint Jean-Baptiste de La Salle, la cui figura ha ispirato e ispira ancor oggi l'attività creativa di grandi uomini di genio.
Termino ora ricordando alcuni versi conclusivi di una poesia dello scrittore argentino, da pochi anni scomparso, Jorge Luis Borges rivolta ala moglie amata: "Nella tua mano è la mia mano, Elsa, guardiamo lenta la neve che cade e l'amiamo". Per traslato in questo momento io dico: "Nelle tue mani sono le nostre mani, o La Salle, guardiamo insieme crescere la tua opera e l'amiamo".
Ricordo e ringrazio alcune persone presenti che ci hanno sostenuto ed incoraggiato nel nostro lavoro: il Superiore Generale Fr. John Johnston, il Vicario Generale Fr. Alvaro Rodríguez, il Consigliere Fr, Martín Corral, il Postulatore Generale Fr. Rodolfo Meoli, il Bibliotecario Fr. René Galière, l'Archivista André Rocher e voi tutti per l'attenzione. |