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Beatificazione
10-11 marzo 2001
di Fr. Donald Johanson |
Con la Casa Generalizia piena di pellegrini, si è preparata la più grande beatificazione della storia. L'attività era al massimo, quando i Fratelli della Casa e gli altri pellegrini venuti dalla Spagna si sono predisposti per la domenica dell'11 marzo, in cui il Papa Giovanni Paolo II avrebbe beatificato 233 martiri dell'arcidiocesi di Valenzia, in Spagna. Tra questi si contano cinque Fratelli delle Scuole Cristiane, tre del Collegio di Bonanova di Barcellona e due della Comunità di Cambrils, in Catalogna, tutti martirizzati a Valenzia durante la Guerra Civile del 1936. Il sito web dei Fratelli di Valenza in Spagna ha dedicato una pagina a questi martiri.
La festa è cominciata ufficialmente il sabato sera nella Sala delle Udienze Paolo VI nella Città del Vaticano. I Fratelli e gli altri pellegrini alloggiati alla Casa Madre sono stati portati in pulman alla cerimonia di apertura, una serata musicale sotto la direzione di Fr. Rodolfo Meoli, il nostro procuratore Generale. Essa era composta di di due parti principali. La prima era costituita da canti e danze regionali di Valenza. Il pubblico era così entusiasta che cantanti e danzatori applaudivano e acclamavano ciò che era, evidentemente, una gioia regionale che parlava al cuore di tutti coloro che erano venuti dalla Spagna. La sala era stracolma e tra la folla erano pochi quelli che non parlavano spagnolo. Ma, indipendentemente dalla lingua degli ascoltatori, la musica era meravigliosa e divertente.
La seconda parte del programma costituiva il nocciolo della serata: un oratorio in onore dei martiri di Valenza. Questo oratorio "Sicut Lilium inter Spinas" è stato composto da Aurelio Porfiri, l'organista di Santa Susanna a Roma. Si tratta di un concerto per solisti, coro, ballerini e organo. La danza metteva in scena i martiri che, dopo il loro dono totale a Dio quaggiù, celebravano ora la loro risurrezione trionfale in paradiso. Nel finale, la ballerina-stella sembrava fluttuare tra le nuvole, mentre si agitavano gioiosamente le palme nel momento in cui riceveva la ricompensa del suo martirio nei cieli.
Dopo l'oratorio, l'Arcivescovo di Valenza, Mons. Augustín García-Gasco Vicente, si è rivolto all'assemblea, dando il benvenuto ai pellegrini, trai i quali molti provenivano dalla sua diocesi. Ha ricordato al gruppo il sacrificio straordinario di quei sacerdoti, religiosi e laici che si erano sacrificati per restare fedeli alla loro fede durante la guerra civile di Spagna. Fratel Rodolfo Meoli, come coordinatore dell'evento, rivolgendosi ad una folla entusiasta, ha invitato ciascuno a ricordarsi che siamo tutti chiamati, giorno dopo giorno, ad essere martiri a nostro modo per la costruzione del Regno.
L'Arcivescovo ha concluso la seduta con una preghiera finale, ci ha augurato la "buonanotte" e ci siamo messi in strada per preparare le attività dell'indomani mattina
La domenica mattina, la piazza San Pietro era particolarmente risplendente e gioiosa sotto la carezza di un caldo sole. E' evidente che il Vaticano ha una grande esperienza di celebrazioni di questo tipo e questa domenica di beatificazione non è stata un'eccezione. La celebrazione della beatificazione è abbastanza semplice in sè, ma si inserisce nello splendore di una messa papale.
Dopo il Kyrie, l'Arcivescovo di Valenza Mons. Augustin Garcia-Gasco Vicente, ha chiesto al Papa d'introdurre nel "numero dei beati" quegli uomini e quelle donne della sua arcidiocesi. Il Papa allora ha letto una formula che dichiara: "Dopo aver sentito il parere della Congregazione per le Cause dei Santi, per ordine della nostra autorità apostolica, noi dichiariamo che i Venerabili Servitori di Dio José Aparecio Sanz ed i suoi 232 compagni possono d'ora in poi venir chiamati 'Beati' e che la loro festa si celebrerà ogni anno il 22 settembre". Il coro ha cantato "Amen" e un arazzo tessuto apposta per la circostanza, è stato svelato davanti a noi.
Potete vedere quest'arazzo nella foto a sinistra, sopra l'altare papale. Come prevedibile, l'apparizione dell'arazzo ha suscitato gli applausi e la gioia straripante di tutti i presenti, ma l'esuberanza della folla si è calmata rapidamente e la celebrazione eucaristica ha ripreso il suo corso.
Nell'omelia, il Papa ha fatto una commovente supplica affinché, per l'intercessione dei martiri di Valenza, la pace sia restaurata in Spagna. Gli applausi sono scrosciati quando ha chiesto energicamente la fine del terrorismo in Spagna. "Il terrorismo è nato dall'odio ed è ingiusto", ha detto. Ed ha aggiunto che "il terrorismo è il nemico dell'umanità" ed ha pregato perché, per intercessione di Maria, la pace ritorni in tutta la Spagna.Dopo la cerimonia di beatificazione, ritorno alla Casa Generalizia per prepararci all'attività successiva: i vespri in onore dei Fratelli martiti di Valenzia.
 I vespri, così come molte delle attività alla quali hanno partecipato i pellegrini alloggiati alla Casa Generalizia durante il week-end, sono stati preparati dai Fratelli di Spagna. Fratel Rafael Matas, del distretto di Valenza-Palma, è stato il principale organizzatore di questa meravigliosa cerimonia. La Celebrazione dei vespri è stata una preghiera di riconoscenza per i Fratelli martiri di Valenza. La cappella della Casa Generalizia era piena per la cerimonia, che ha compreso anche il rinnovo dei voti di cinque Fratelli di Spagna.
Durante la celebrazione, Fratel Alvaro Rodriguez Echeverria, Superiore Generale, si è rivolto ai presenti con queste parole: " Il ricordo dei nostri nuovi Beati deve essere per noi prima di tutto, come ha detto il Papa, un continuo dovere di gratitudine. Grazie, Fratelli, per aver riprodotto la morte di Gesù, sacramento originale di ogni martire, grazie per aver sofferto la sorte di tanti popoli crocifissi che ancora oggi sono alla ricerca dei sentieri di vita e di risurrezione. Grazie per la testimonianza del dono di voi stessi fino alle ultime conseguenze. Grazie per il servizio che avete reso alle Scuole Cristiane. Gratitudine e imitazione. Due atteggiamenti che scaturiscono dalla contemplazione della vita e della morte dei nostri Beati Martiri di Valenzia".
I cinque Fratelli spagnoli che hanno rinnovato i voti, hanno celebrato il 25° anniversario di professione perpetua, fatta a Roma alla fine della sessione del CIL 1976. Nella foto, da sinistra a destra: i Fratelli Vicente Devesa Montava, Ricardo Mateo Esteban, Jesus Royo Terrado, Miguel Gil Vos et Juan Duran Galmes.
Dopo la cerimonia, i partecipanti sono stati invitati ad un buffet, durante il quale li abbiamo salutati ed abbiamo augurato loro di tornare presto alla Casa Generalizia. |
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