Notizie dell'Istituto e della Famiglia Lasalliana

Roma, 19 febbraio 2003
Il Presidente dell'USG spiega la diffusa presenza di religiosi e suore alle grandi manifestazioni per la pace di sabato scorso in varie città del mondo

Roma (Italia), 18 febbraio (VID) - "La presenza dei religiosi nelle manifestazioni pacifiste è segno della nostra opzione per la vita", dice a "Vidimus Dominum" fratel Alvaro Rodriguez, Superiore generale FSC e Presidente della Unione dei Superiori Generali (USG).

Intervenendo sul tema della pace, a proposito delle manifestazioni che si sono svolte in tante città del mondo in quest'ultimo fine settimana, fratel Alvaro Rodriguez sottolinea anche che i richiami alla pace del Papa "devono essere un forte stimolo".

"Vidimus Dominum" ha chiesto a fratel Alvaro cosa pensa dell'impegno dei religiosi per la pace che sta prendendo forme importanti in questi mesi. "Scrivo queste righe di risposta dalla Malaysia, che ho raggiunto dopo Hong Kong, Vietnam, Filippine, Indonesia e Singapore e in vista di arrivare nella Thailandia" ci risponde il Presidente della USG. "Dovunque ho trovato una forte reazione della Chiesa, dei religiosi e della gente contro la guerra.

Nelle Filippine in questi giorni è stato pubblicato un forte comunicato della Conferenza dei Religiosi. Credo che stiamo vivendo un momento di grazia, in cui sta crescendo la coscienza che la guerra non è mai stata una soluzione e che dobbiamo far nascere e sviluppare una cultura di pace".

"Mi pare - aggiunge - che la presenza dei religiosi nelle manifestazioni che si realizzano in questi giorni a livello mondiale, sia un segno molto chiaro che la nostra opzione è per la vita, per i poveri e per coloro che soffrono. La vita religiosa ha sempre voluto vivere le Beatitudini e non dobbiamo dimenticare che una di queste Beatitudini è per gli operatori di pace. Mi piace molto il termine inglese 'peacemaker'. Credo che definisca molto bene l'atteggiamento che dobbiamo vivere sempre, come educatori, pastori, servitori. Un no alla guerra deve tradursi in un Sì alla vita, e a una vita piena".

"E' venuto perché abbiano la vita e la abbiano in abbondanza - dunque prego affinché il Signore della vita e della storia ci permetta di restare fedeli alla nostra fede pasquale, sicuri che l'ultima parola sarà del Dio della vita in cui crediamo e che amiamo. I richiami alla pace che il Santo Padre ripete sempre - conclude fratel Alvaro - debbono essere uno stimolo per tutti noi".
(Vidimus Dominum)


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