Notizie dell'Istituto e della Famiglia Lasalliana

Roma, 28 marzo 2006
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L’Uragano Wilma, ciò che il vento ha portato via, è ora un ricordo: Il 21 ottobre 2005 lo stato di Quintana Roo, Messico, è stato colpito dal disastro naturale più grave mai registrato nell’Oceano Atlantico: l’Uragano Wilma, di categoria cinque, che ha lasciato una scia di devastazioni nei centri urbani dello Stato.

La città di Benito Juárez non è stata risparmiata. Wilma ha distrutto abitazioni, strutture, alberi, animali e installazioni educative. Anche l’Università La Salle Cancún, è stata danneggiata, nonostante avesse messo in atto tutte le misure preventive secondo il piano di sicurezza in previsione di straordinari fenomeni meteorologici.

Passata l’emergenza, sono iniziati i lavori di pulizia, rimozione e ricostruzione delle istallazioni danneggiate. Più di 400 alunni, con maestri e collaboratori della nostra Università hanno lavorato insieme.

I danni più rilevanti riguardanti l’edificio sono stati: perdita delle vetrate della Cappella, distruzione totale di due blocchi ospitanti gli uffici, crollo dei muri in un paio di saloni, perdita di attrezzature sportive, impermeabilizzazione, reti anticicloniche, tabelloni, scalinate, impianto di aria condizionata, porte, fregi murali, finestre rotte, istallazioni dell’alta tensione, pali abbattuti ed alberi caduti, come pure l’impianto elettrico ed elettronico parzialmente danneggiato.

Davanti a tale situazione, le Istituzioni lasalliane all’interno della Repubblica hanno offerto alla nostra Università, un sostanzioso sostegno economico. Siamo infinitamente grati per questo aiuto che è stato devoluto, tra gli altri, ai collaboratori della nostra Università, più colpiti dal disastro naturale.

I vaglia ricevuti in offerta, sono stati cambiati in viveri per più di quattrocento famiglie dei vari agglomerati sparsi alla periferia di Cancún. La distribuzione. è stata portata a termine dagli stessi studenti lasalliani e da vari collaboratori.

L’Università La Salle Cancún ha anche appoggiato Istituzioni sociali come la Croce Rossa e l’organizzazione Sviluppo Integrale della Famiglia (DIF Cittadino) attraverso l’invio quotidiano di centocinquanta alunni volontari per scaricare, organizzare e distribuire i viveri.

Grazie allo sforzo delle autorità dello Stato ed al lavoro in équipe, Cancún ora vive e lavora perché questo 2006 che comincia, sia pieno di successi.
(Prof. Ángel Elizondo López, Rettore)

Notizie dal Distretto di San Paolo: La fine del 2005 e l’inizio del 2006 hanno consegnato buone notizie al distretto di San Paolo. Il 31 dicembre 2005 si è insediato il nuovo Visitatore, fratel Paulo Petry, insieme al suo Consiglio.

Al termine del ritiro annuale, il 5 gennaio 2006, il fratello Moysés Romero ha pronunciato i voti perpetui mentre sei novizi hanno emesso i loro primi voti. In quello stesso giorno, cinque Fratelli hanno rinnovato i loro voti ed i fratelli Benno Brisch, Hyldeu Bressane y Alberto Sgarbi hanno celebrato le loro nozze d’oro nella vita religiosa lasalliana.

Il 10 febbraio, nella comunità del Postulantato La Salle, a San Paolo ha avuto luogo la celebrazione dell’ingresso di otto nuovi postulanti. Oltre a loro, proseguono il loro cammino di discernimento vocazionale cinque postulanti del secondo anno e cinque giovani nel prenoviziato, inaugurato quest’anno a San Paolo.

Il 12 febbraio cinque giovani sono entrati nella comunità dell’Aspirantato, nella città di Toledo (Paranà). Aggiungiamo, a questi, altri tre aspiranti, con noi dal 2005, ed abbiamo otto giovani che si stanno preparando in questa comunità.
(Fratel Roque Amorim)

A Roma convegno nazionale dei giovani lasalliani su senso e valore dell’accoglienza «Fare casa», una ricetta di condivisione: «Dove c'è La Salle, c'è casa». Questo il grido di benvenuto che ha accolto oltre 150 ragazzi partecipanti al IV convegno nazionale del Movimento giovani lasalliani che si è tenuto dal 9 marzo a ieri presso la casa generalizia dei Fratelli delle scuole cristiane a Roma. Quattro giorni d'intenso lavoro per riflettere sul tema del «fare casa» mettendo al centro i piccoli e i poveri a partire dall'esperienza di rottura di San Giovanni Battista De La Salle, patrono di tutti gli educatori, che scelse di fare casa imitando lo stile di Dio vendendo la sua abitazione, nella quale le relazioni erano configurate intorno al privilegio e al potere, per dar vita ad altre «case» dove il servizio e l'accoglienza del bisognoso fossero la regola prima.

Nella mattinata di venerdì suor Paola Paoli, responsabile della Masseria Raucci a Napoli, una casa per persone sieropositive, e Anna Chiara Gambini, giovane madre impegnata in parrocchia, hanno condiviso con i ragazzi le loro differenti esperienze di «fare casa» con i più bisognosi. Alcuni giovani lasalliani italiani hanno inoltre presentato i diversi progetti di doposcuola che li vedono impegnati nelle periferie di alcune città italiane nel servizio educativo dei bambini.

«Il fatto - ha spiegato fratel Matteo Mennini, responsabile italiano del movimento - che negli ultimi anni molti giovani si siano coinvolti in esperienze di comunità a servizio dei più bisognosi nell'educazione, tema di grande complessità e di grande attualità, è un segnale di questa stagione ecclesiale che vede le ultime generazioni protagoniste nella fantasia della carità. Il tema della casa vuole ribadire fortemente il ruolo profetico dei giovani a sognare e costruire un mondo in cui lo spazio globalizzato del pianeta non sia il risultato drammatico delle differenze di colore, sesso, cultura, religione, ma l'esperienza bella e coraggiosa del riconoscersi fratelli perché figli di Dio». Il convegno è stato anche l'occasione per i giovani lasalliani di prepararsi al grande evento della prossima estate. Dal 25 al 31 luglio, infatti, verrà ospitato a Roma il secondo Simposio internazionale del Movimento giovanile, ad un anno dal Capitolo generale del 2007.

La prima edizione fu celebrata nel Quebec con la costituzione del Consiglio internazionale che da quattro anni riflette sull'identità del giovane lasalliano, basata su fede, comunità e servizio educativo dei poveri. «I nostri giovani - ha sottolineato nel suo intervento fratel Enrico Muller, animatore della commissione Diritti dei bambini - incarnano un movimento liberatore ed esodale perché nella carne della loro storia e nella storia della loro generazione mantengono una tensione missionaria rivolta alla marginalità sociale ed educativa. A livello mondiale l'attenzione ai poveri e le forme di vita comune tra giovani stanno generando fruttuose esperienze di convivenza religiosa. Non sono pochi, infatti, i giovani appartenenti alle differenti religioni che si ritrovano a condividere la loro quotidianità nel carisma educativo di La Salle».
(Gianluigi De Palo)

Se avete notizie che desiderate sottoporci per la pubblicazione, inviatele per email a:lasallew@lasalle.org

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