
Messaggio di Fr. Alvaro, Superiore Generale
Come ho detto ai giovani lasalliani europei durante l’incontro svoltosi in Polonia, credo che stiamo vivendo in un periodo di grazia nel quale, da una parte, la consapevolezza che la guerra non è mai stata e non sarà mai una soluzione sta crescendo, mentre dall’altra siamo chiamati a sviluppare una cultura della pace; che rappresenta la nostra scelta nei confronti della vita, dei poveri e di quelli che soffrono. Mi piace molto il termine inglese “peacemaker”. Penso, infatti, che definisca l’attitudine con la quale dovremmo sempre vivere. Un “no” alla guerra dovrebbe essere tradotto in un “sì” alla pace e ad una vita piena. Nel Suo, messaggio scritto in occasione della Giornata Mondiale della Pace di quest’anno, Papa Benedetto XVI ci ricorda che la pace è, allo stesso tempo, un dono ed un compito. Come dono di Dio siamo chiamati a invocarla sempre, specialmente quando ci rendiamo conto che nel mondo di oggi molti conflitti sono in corso, la gran parte dei quali è ignorata. Come compito, quello che ci viene richiesto è la nostra risposta personale a realizzare il progetto divino. Vi invito, quindi, a partecipare con creatività a questa attività che i Giovani Lasalliani ci stanno proponendo e per la quale faccio mia la preghiera di Papa Giovanni Paolo II, grande amico dei giovani, durante un incontro dei giovani per la pace: Signore, l’umanità che hai salvato ha trasformato molti aratri in spade e le minacce e le urla di paura sembrano far tacere la canzone della vita.
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